Édouard Manet Colazione sull'erba.
Da sempre gli uomini hanno avuto ed hanno, quel senso di raccoglimento per capirsi, per capire, cercando un senso della vita... il " perché di un di " che avrà termine.
Certo è che curare un giardino, ottimizza una ricerca interiore lavorare la terra spesso per una analogia allegorica si intende il corpo fisico, per questo una ricerca "interiore alla grande" si può anche chiamare "Essere giardinieri dell'anima o di se stessi", ovvero una lucida capacità di trasformare, il fuori...il giardino esteriore, nell'intimo il giardino spirituale, sperimentare come nasce una piantina di fiori...sperimentare come nasce in noi un pensiero armonioso...ecco un bel lavoro per l'uomo che si veste del misticismo della natura...per comprendere la Natura Umana e Divina.
La Filosofia del Giardino nasce come metafora nel crepuscolo di millenni indietro nel tempo, come una strategica funzione di saper lavorare con parti di noi stessi da far combaciare con le leggi della natura, quale presupposto per avanzamenti spirituali.
Il lavoro con la terra nel seminare e curare il giardino, è il contatto che lega il lavoro esteriore con l'interno...e nelle varie fasi poi il lavoro diventa uno...altro non è che applicare con la mente ed il cuore strategie amorose con il tutto.
E' una metafisica...questo lavoro, andare cioè oltre gli elementi contingenti per entrare in una dimensione di una realtà superiore di ciò che è visibile ed invisibile...scalare i vari piani spirituali a cui l'anima può guidarci per nostro espresso desiderio.
Il giardinaggio entra quindi in una dinamica di vita per trovare quel ristoro dei nostri oggetti del desiderio spirituale.
Pierre Auguste Renoir - Vicini all'acqua.
Anche JORN de PRECY, un filosofo giardiniere che nasce a Reykjavik nel 1837 con il suo E il Giardino creò l'Uomo edito nel 1912 in Inghilterra come suo unico libro...parlava della necessità di costruire giardini...per i suoi meravigliosi profumi e colori...ma soprattutto parlava della necessità del bisogno di un rifugio per appassionati spirituali, il suo libro come un manifesto ribelle e sentimentale per futuri amanti di questo particolare "giardinaggio"...ovvero la capacità di riallacciare quei contatti con quelle figure arche tipe (lo traduco io) che il mondo moderno non aveva più capacità di allacciare, (ma come si sa il mondo continua, società diverse abitano il pianeta nei secoli, ma non cambiano certo le leggi della creazione...).
JORN de PRECY è con la sua "filosofia di giardinaggio" un pioniere che di tanto in tanto il Cielo fa nascere per essere di esempio di un tipo di spiritualità senza compromessi. Un caro saluto a JORN ovunque sia.
Ma non tutti possono avere un giardino da curare, come in molti monasteri, non tutti hanno appezzamenti di terra da lavorare molti vivono in città e non è facile occuparsi di giardinaggio...e allora come si regolano gli attuali e futuri "Giardinieri di se stessi"...?
Bisogna capire, immedesimarsi nella Filosofia di vita del concetto "Giardiniere di se stessi"...ed allora il cielo si apre...perché tutti hanno con questa filosofia un proprio giardino, la loro vita...ovunque vadano...ovunque sono...possono identificarsi con garbo e con amore a trasformare se stessi per quelle che sono le loro vedute spirituali.
Siamo quindi tutti giardinieri, basta saper comprendere come armonizzare la propria vita, come renderla interessante, come far emergere dalla nostra coscienza, la nostra parte sacra per adeguarci alle leggi della creazione, nel ritornare a noi stessi, quali individui ormai pronti per ritornale a casa.
Il Cielo lo voglia come il nostro Cuore ci detta.
*
Roma 03/01/2017
Lanciascudo
La Filosofia del Giardino nasce come metafora nel crepuscolo di millenni indietro nel tempo, come una strategica funzione di saper lavorare con parti di noi stessi da far combaciare con le leggi della natura, quale presupposto per avanzamenti spirituali.
Il lavoro con la terra nel seminare e curare il giardino, è il contatto che lega il lavoro esteriore con l'interno...e nelle varie fasi poi il lavoro diventa uno...altro non è che applicare con la mente ed il cuore strategie amorose con il tutto.
E' una metafisica...questo lavoro, andare cioè oltre gli elementi contingenti per entrare in una dimensione di una realtà superiore di ciò che è visibile ed invisibile...scalare i vari piani spirituali a cui l'anima può guidarci per nostro espresso desiderio.
Il giardinaggio entra quindi in una dinamica di vita per trovare quel ristoro dei nostri oggetti del desiderio spirituale.
Pierre Auguste Renoir - Vicini all'acqua.
Anche JORN de PRECY, un filosofo giardiniere che nasce a Reykjavik nel 1837 con il suo E il Giardino creò l'Uomo edito nel 1912 in Inghilterra come suo unico libro...parlava della necessità di costruire giardini...per i suoi meravigliosi profumi e colori...ma soprattutto parlava della necessità del bisogno di un rifugio per appassionati spirituali, il suo libro come un manifesto ribelle e sentimentale per futuri amanti di questo particolare "giardinaggio"...ovvero la capacità di riallacciare quei contatti con quelle figure arche tipe (lo traduco io) che il mondo moderno non aveva più capacità di allacciare, (ma come si sa il mondo continua, società diverse abitano il pianeta nei secoli, ma non cambiano certo le leggi della creazione...).
JORN de PRECY è con la sua "filosofia di giardinaggio" un pioniere che di tanto in tanto il Cielo fa nascere per essere di esempio di un tipo di spiritualità senza compromessi. Un caro saluto a JORN ovunque sia.
Ma non tutti possono avere un giardino da curare, come in molti monasteri, non tutti hanno appezzamenti di terra da lavorare molti vivono in città e non è facile occuparsi di giardinaggio...e allora come si regolano gli attuali e futuri "Giardinieri di se stessi"...?
Bisogna capire, immedesimarsi nella Filosofia di vita del concetto "Giardiniere di se stessi"...ed allora il cielo si apre...perché tutti hanno con questa filosofia un proprio giardino, la loro vita...ovunque vadano...ovunque sono...possono identificarsi con garbo e con amore a trasformare se stessi per quelle che sono le loro vedute spirituali.
Siamo quindi tutti giardinieri, basta saper comprendere come armonizzare la propria vita, come renderla interessante, come far emergere dalla nostra coscienza, la nostra parte sacra per adeguarci alle leggi della creazione, nel ritornare a noi stessi, quali individui ormai pronti per ritornale a casa.
Il Cielo lo voglia come il nostro Cuore ci detta.
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Roma 03/01/2017
Lanciascudo



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